Agag: “La F.E. si deve proteggere dalle 'spinte' dei costruttori”
Sale la preoccupazione: l’ingresso di colossi come Jaguar, Audi, BMW, Nissan, Mercedes e Porsche potrebbe mettere in grave crisi il sistema “democratico” e basato su costi calmierati che si è imposta la serie “full electric” sin dalla nascita.
Il Campionato FIA di Formula E aveva debuttato nel 2014 schierando 10 scuderie indipendenti, ma già nella seconda stagione il numero era calato a 7 per l’unione di e.dams con Renault, ABT Schaeffler con Audi e Virgin Racing con DS e, da qui ad un paio di campionati, con l’ingresso di Jaguar, l’affiancamento di BMW ad Andretti, prima del definitivo passaggio di consegne del 2018-2019, e il prossimo assorbimento della Renault da parte della Nissan, si ridurrà soltanto a Dragon Racing e Techeetah, considerato che Mahindra e NIO e Venturi, comunque partner HWA, sono produttori di veicoli di serie.
“Ciò che dobbiamo fare è fissare le regole stabilite. La più importante da salvaguardare è quella che tutela i team privati. Le grandi Case possono sempre andare via. Oggi, infatti rappresentiamo la migliore alternativa, ma domani chi lo sa?”, la riflessione del CEO Alejandro Agag, che ha ammesso che le spese sono passate da 10 milioni a 30. “Per vivere a lungo dovremo proteggere i piccoli e mantenere un budget ridotto, resistendo alle pressioni dei costruttori”.
Non va dimenticato che a fronte della rivoluzione regolamentare in vigore dalla stagione 5, per cui non si useranno più due monoposto a gara bensì una, il tetto di spesa salirà da 440.000 euro a 800.000. In ogni caso i costruttori dovranno dichiarare il prezzo dei loro powertrain da fornire ai clienti prima della parola conclusiva sul “cap”.
Secondo il responsabile motorsport Audi, Dieter Gass, la situazione odierna è di equilibrio, tuttavia con l’ingresso di altre Case le cose potrebbero cambiare.
“Finora non abbiamo avvertito pressioni negative, anzi il contrario”, ha aggiunto Agag. “Per quanto ci riguarda, faremo in modo di mantenere le nostre regole e la nostra direzione. Ve lo garantisco. Saremo in grado di controllare”.
“Quando si comincia da zero è più semplice. La F1 esiste da molto tempo e ci sono diversi azionisti, alcuni hanno guadagnato terreno e ovviamente non vogliono cedere. Pure in Formula E tutti i brand ambiscono a vincere e sono pronti a investire risorse, però è diverso”, ha concluso lo spagnolo.
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